(Pelodytes punctatus - Daudin, 1802)

Pelodytes punctatus

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NOMI STRANIERI E DIALETTALI

Inglese: Parsley Frog
Francese: Pelodyte Ponctue
Tedesco: Westlicher Slammtaucher
Spagnolo: Sapillo Moteado
Portoghese: Sapinho de Verrugas Verdes.
Dialettali: Granoûglia, Baggettu.

DESCRIZIONE

Il Pelodite Punteggiato è un curioso quanto schivo anfibio che possiede un corpo piuttosto snello e agile, pupille verticali e dorso verrucoso caratterizzato da una colorazione grigio-verdastra costellata di punteggiature verdi che ricordano le foglie del prezzemolo (da cui il nome comune inglese di "parsley frog" = "rana prezzemolo")...

Raramente supera i 5 centimetri di lunghezza, ha testa appiattita e dita delle zampe posteriori quasi completamente mancanti di membrana. Timpano indistinto, anche se spesso individuabile. I maschi, durante il periodo riproduttivo, presentano delle callosità nuziali di colore bruno scuro sul primo e sul secondo dito, sul braccio, sull'avambraccio e sul petto.

I girini hanno una colorazione grigio-brunastra piuttosto uniforme, tendente al grigio negli ultimi stadi di crescita (stadio 36 di Gosner, 1960). Possono raggiungere una lunghezza massima di circa 6 cm (soprattutto gli individui svernanti con metamorfosi in primavera).

DISTRIBUZIONE

Il genere Pelodytes (famiglia Pelodytidae) comprende tre specie: Pelodytes punctatus (Daudin, 1802), Pelodytes caucasicus (Boulenger, 1896) e Pelodytes ibericus (Sànchez-Hèrraiz, Barbadillo, Machordom & Sanchiz, 2000).

Pelodytes punctatus è distribuito in Italia solo nella Liguria occidentale e centrale (province di Imperia e Savona) e nel Piemonte meridionale (Alessandria, Asti e Cuneo). In provincia di Savona è presente nella fascia dell'immediato entroterra compresa tra Albenga e il comprensorio delle Mànie, nel finalese, mentre nel ponente ligure lo si può ritrovare tra Ventimiglia e Diano Marina. Non sembra comunque superare lo spartiacque tirrenico, rimanendo tra il livello del mare ed i 300 metri di altitudine s.l.m.

HABITAT

Il Pelodite Punteggiato passa la quasi totalità della sua esistenza nascosto all'interno di fessure in tronchi d'albero, sotto grandi massi, nei muretti a secco e, raramente, infossato. La presenza è stata registrata prevalentemente in ambienti mediterranei quali garighe, arbusteti, pinete costiere e coltivi. Sono stati ritrovati esemplari anche in grotta.

In primavera e in autunno, nel periodo della riproduzione, durante e dopo le piogge si possono ritrovare in stagni, pozze e laghetti (spesso temporanei) dove si recano per l'accoppiamento.

ABITUDINI

Questo anfibio presenta due distinte fasi riproduttive, una in primavera ed una in autunno quando, durante e dopo forti e prolungate piogge, gli adulti si recano presso pozze (anche temporanee) per riprodursi. Questo singolare doppio periodo è conosciuto anche per altre specie caratteristiche della zona mediterranea, ove sia la primavera sia l'autunno godono di un clima caldo e piovoso e dove l'inverno non è troppo rigoroso, consentendo ai girini di sopravvivere nell'acqua.

L'amplesso è di tipo lombare (caratteristica questa piuttosto primitiva tra gli Anuri) e può durare diverse ore, durante le quali la coppia cerca un sito appropriato per deporre.
Ogni femmina può deporre, durante la notte, più ovature dalla caratteristica forma a manicotto, attaccandole a steli d'erba sommersa, piante acquatiche, rami ecc., contenenti ognuna 40-300 uova (ma si è a conoscenza di deposizioni-record da 1000 uova).

La durata dello sviluppo varia a seconda della stagione in cui sono state deposte le uova, in rapporto alla quantità di calore, di insolazione e di disponibilità di cibo. Girini nati da uova deposte in autunno, metamorfoseranno nella primavera successiva, mentre girini nati in primavera si svilupperanno totalmente in circa 6 settimane. I girini svernanti saranno però più grandi alla metamorfosi di quelli primaverili. Questa diversa misura alla metamorfosi farà si che i neometamorfosati delle due covate si ciberanno di insetti di diversa grandezza e in periodi diversi dell’estate, così da limitare la competizione intra-specifica per il cibo.

Non è raro, durante la stagione riproduttiva, osservare dei bizzarri amplessi tra maschi di Pelodite Punteggiato, rimasti senza "compagna", e supplicanti maschi di Raganella, che gracidano tutto il loro disappunto per lo sbaglio senza per altro essere rilasciati, finché la stanchezza non vince l'ardore e finalmente ognuno va per la sua strada.

CANTO

Durante il periodo della riproduzione è possibile sentire cantare i maschi, spesso nascosti sul fondo dello specchio d'acqua. Tale canto ricorda vagamente quello dell'Hyla meridionalis, anche se più metallico e più sommesso, soprattutto se effettuato sott'acqua.

Si potrebbe, con un po’ di fantasia, descriverlo come una via di mezzo fra il cigolio di una scarpa nuova ed il tintinnio di una sferetta di ferro che rimbalza su di un piano metallico.

Le femmine possono talvolta rispondere con un sommesso “cu”.

ALIMENTAZIONE

L'alimentazione del Pelodytes punctatus consiste in Artropodi, occasionalmente Anellidi (lombrichi), ma con netta prevalenza di insetti alati e notturni, infatti anche in allevamenti mirati alla reintroduzione si è vista la sua particolare reattività a prede di questo tipo.

I girini si cibano di materiale organico di vario tipo, sia vegetale sia animale, con prevalenza della componente vegetale quando presente in abbondanza.

PERICOLI

Il pericolo maggiore che corre questa specie è sicuramente la distruzione dell’habitat e dei siti riproduttivi da parte dell’uomo. Per questo occorre preservare i siti ancora intatti e cercarne di nuovi per avere una visuale ampia sulle popolazioni. Così come per il Timon laepidus, anche per il Pelodytes punctatus occorre cercare di conservare gli ambienti che gli permettono di vivere e di riprodursi anche in Italia.

Tra i nemici naturali troviamo varie specie di serpenti (Natrix sp., vedi serpenti), rapaci notturni e, in certe circostanze, anche branchi di cinghiali, i quali spesso fanno scempio di girini nelle piccole pozze dove vanno a bagnarsi.

Sempre i girini sono sotto il costante pericolo della siccità, che prosciuga gli specchi d’acqua temporanei più velocemente del tempo di sviluppo delle larve. E’ stato inoltre osservato che la presenza di girini di altre specie, soprattutto di rane verdi (vedi anuri), potrebbe costituire un agente limitante per i girini di Pelodite Punteggiato.

Un'altra causa accertata di pericolo è l'introduzione di specie ittiche nei siti dove è solito riprodursi.

PARTICOLARITÀ

Se maneggiato o infastidito emette un odore molto simile a quello dell'aglio, che probabilmente ha effetto ripugnante nei possibili predatori, caratteristica questa che condivide con il suo parente stretto Pelobates fuscus.

A parte l’odore di aglio che può emettere in alcune circostanze, questo Anfibio appartiene ad un gruppo piuttosto primitivo ed anche piuttosto specializzato di Anuri. Inoltre è l’unico Anfibio italiano, insieme al Pelobates insubricus, ad avere la pupilla verticale anziché tondeggiante od orizzontale.

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